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Gli Egiziani sono stati tra le antiche popolazioni i più rinomati per l'uso di essenze e di profumi. Con queste fragranze inebrianti, potenti e dolcissime volevano forse allontanare il lezzo della decomposizione, mascherare l'odore della morte. Così svilupparono, parallelamente al culto della cura del corpo e dell’esaltazione dei sensi, il culto dei morti, per cercare di conservare al massimo le ricchezze e le sembianze dell'uomo vivo.

Le essenze nell'Egitto dei faraoni

Nell'antico Egitto si faceva largamente uso di profumi in tutte le classi sociali. Dai sacerdoti agli schiavi, ognuno poteva disporne liberamente e il consumo di queste sostanze aromatiche era enorme. Si aggiungevano essenze ai cibi, alle salse, alle carni, ai sorbetti. Si bruciava profumo per le strade, in modo che chiunque potesse gioirne. L'incenso, la mirra e il terebinto diffondevano nell'aria i loro effluvi in occasione di tutte le festività.

Le materie prime abbondavano nel Regno d'Egitto ma si facevano ugualmente arrivare dalla Somalia, dall'Eritrea, dalla Libia, dal Medio Oriente, dall’Arabia: venivano importati legni odorosi, olii di pino e di mirto, resina di mirra, cannella, spezie indiane.

KiphiNelle cerimonie importanti era il re in persona a offrire l'incenso agli dei in segno di ringraziamento: numerosi bassorilievi ci mostrano il faraone mentre guida la processione seguito dai portatori di unguenti. Il momento culminante della cerimonia era quello in cui si compiva la fumigazione. Ossessionati dallo spettro della morte, i faraoni cercavano di assicurarsi il credito della vita eterna bruciando quotidianamente enormi quantitativi d'incenso e di resine odorose.

Per il faraone veniva preparato un profumo unico ed esclusivo, il “Kyphi”, destinato ad essere applicato sui capelli e nelle parti intime, per migliorare la vita sessuale del sovrano. Scrive Plutarco: "Il kyphi è un profumo composto da 16 sostanze: miele, vino, uva passa, cipero, resina, mirra, legno di rosa; si aggiunge lentisco, bitume, giunco odoroso, pazienza, ginepro, cardamomo e calamo aromatico,... ma non a caso, bensì secondo le formule indicate nei libri sacri".

fumigazioneI dispensatori di questi balsami ed incensi erano i sacerdoti, che li preparavano nelle officine adiacenti ai templi. Mirra, timo, coriandolo, ginepro, mirto, cannella, menta, anice, cipresso, limone, benzoino sono solo alcuni degli ingredienti utilizzati. Aiutati dai loro assistenti, i sacerdoti preparavano gli aromi da bruciare e l’olio profumato destinato agli dei con manipolazioni che richiedevano lunghi mesi di lavoro; pestavano le piante, i fiori, i grappoli, le erbe aromatiche e tritavano resine e gomme, rimestavano in grandi calderoni il vino, gli olii, il miele. Queste misture non erano solo utilizzate per fumigazioni, ma si adoperavano per profumare l'alito, per conferire il gusto resinoso al vino, per creare le pomate per profumare il corpo e i capelli.

L'apice della lussuria fu toccato sotto il regno di Cleopatra, che, come narra la leggenda, giunse ad ordinare di impregnare di profumo le vele delle sue navi.

Dell’uso degli aromi non si occupavano solo i sommi sacerdoti, ma se ne occupava anche la gente comune, sebbene a livelli certamente meno sofisticati. Il popolo sapeva quanto fosse importante usare le essenze aromatiche non solo per profumare l’ambiente, ma anche in cucina: il coriandolo, mummificazionei semi d’anice e di cumino, per esempio, si aggiungevano all’impasto del pane per facilitarne la digestione; la menta, la maggiorana e il prezzemolo erano la base costante delle pietanze egiziane così come la cipolla e l’aglio, per le loro proprietà battericide, tanto importanti per contenere la costante minaccia di epidemie.

Ma la summa dell'arte profumiera degli Egizi fu raggiunta nel mettere a punto con l'ampio impiego delle essenze il processo dell'imbalsamazione. Collegando sempre l'idea di un odore piacevole all'immortalità e considerandolo il mezzo più diretto all'avvicinamento alle divinità, svilupparono quel culto dei morti che è arrivato sino a noi con la testimonianza inequivocabile delle mummie. La salma veniva spalmata di resine e di olio di cedro ed avvolta in candide bende profumate, il defunto poteva così partire felice per il lungo viaggio della reincarnazione, per affacciarsi in buone condizioni alle soglie della nuova vita.

Riferimenti

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