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Il rosmarino è un’erba meravigliosa con una tradizione che dura da millenni, le sue proprietà sono davvero tante e non si può negare che sia da considerare veramente indispensabile nella medicina naturale, in fitoterapia, in aromaterapia e... sulla buona tavola! Fin dall’antichità questo cespuglio è stato collegato con il miglioramento e lo sviluppo del cervello e per questo motivo è stato da sempre considerato come il simbolo della rimembranza; oggi, alla luce delle moderne conoscenze scientifiche, sappiamo che il suo aroma meraviglioso ed accattivante, il suo olio essenziale, può essere un toccasana per la nostra memoria e per le nostre capacità intellettive.

Rosmarino: l'essenza della memoria

Mentre gli studenti nell'antica Grecia portavano ghirlande di rosmarino intorno al collo o a coronare la testa per migliorare la loro memoria e ne mettevano dei rametti nel loro cuscino la notte prima degli esami Dioscoride, grande medico del I secolo d.C., nel suo famoso trattato di medicina e botanica De materia medica scrisse a proposito del rosmarino: "...mangiare il suo fiore conforta il cervello, il cuore e lo stomaco, acuisce la comprensione, ripristina la memoria perduta, risveglia la mente, e in somma è un rimedio salutare per vari disturbi della testa e dello stomaco."

Dioscoride - De Materia Medica (ed. Bizantina del 15° sec.)
Gli Egizi mettevano il rosmarino nella tomba per ricordare il morto e lo usavano nei mazzi di fiori funebri, mentre in Arabia i suoi rametti venivano bruciati e le ceneri gettate sulle tombe come simbolo del ricordo per i morti. Anche i Celti gettavano il rosmarino nelle fosse di sepoltura come un segno che il caro estinto non sarebbe stato dimenticato e questa tradizione del lancio del rosmarino nella tomba è continuata in Inghilterra fino al 19° secolo: ancora oggi in molte cerimonie funebri vengono messi dei rametti tra gli abiti della salma.

Tradizionalmente il ruolo del rosmarino è stato tramandato anche nelle usanze popolari correlate al rapporto di coppia: infilato nella tasca dell'amato lo aiuta a ricordare le sue promesse, immerso nelle coppe di vino degli sposi li incita a ricordare a vicenda la promessa di matrimonio, utilizzato per adornare le bomboniere simboleggia la volontà della coppia di non dimenticare amici e familiari, riposto nella biancheria da letto della prima notte garantisce la fedeltà reciproca.

Nicholas Culpeper - Complete herbal (1653)
In riferimento al potere del rosmarino di migliorare la memoria abbiamo una moltitudine di testimonianze celebri, a cominciare da Sir Thomas More, (Tommaso Moro (1478-1535)) umanista, scrittore e politico cattolico inglese che ha scritto, "Per quanto riguarda il rosmarino, l'ho fatto piantare tutt'intorno alle mura del mio giardino non solo perché le mie api lo amano, ma perché e un erba sacra alla memoria e pertanto all'amicizia“. Mezzo secolo dopo Shakespeare nell'Amleto ha fatto dire a Ofelia "Ecco del rosmarino, questo è per il ricordo" (Amleto, Atto 4, Scena 5. 1603) e dopo altri cinquant'anni Nicholas Culpeper (1616 – 1654) un medico, botanico e astrologo britannico che spese la maggior parte della sua vita catalogando centinaia di erbe medicinali, nel suo Complete Herbal (1653) a sua volta conferma e scrive: "Il rosmarino aiuta una memoria debole e accelera i sensi. L'olio [essenziale] tratto dalle foglie e dai fiori, è un aiuto sovrano... toccate le tempie e le narici con due o tre gocce".

Dagli anni '90 s'intensificano le ricerche biologiche e mediche sugli oli essenziali per validarne scientificamente l'efficacia; vengono pubblicati sempre con maggior frequenza i risultati delle ricerche e degli innumerevoli studi clinici, portati avanti per confermare o contraddire le conoscenze tramandate dall'impiego empirico e tradizionale delle erbe e delle loro essenze.

Già nel 1992 Julia Lawless consiglia l'essenza di rosmarino per il trattamento della perdita di memoria e la letargia, mentre Norman Morris nel 1995 pubblica interessanti risultati sul suo effetto ansiolitico, poi Miguel Diego nel 1998 studia accuratamente gli effetti dell'inalazione del rosmarino e pubblica i suoi risultati: l'olio essenziale, come evidenziato anche dall'EEG, migliora la velocità e l'accuratezza cognitiva, aumenta la velocità dei calcoli matematici ed innalza il livello di vigilanza nella maggior parte dei volontari sottoposti alle sue indagini.

Winai Sayorwan - Sci Pharm. 2013; 81: 531–542
Nel 2003 Mark Moss, a capo del Dipartimento di psicologia della Northumbria University, presenta alla Conferenza annuale della British Psychological Society i risultati delle sue ricerche cliniche sull'attività dell'olio essenziale di rosmarino vaporizzato nell'ambiente: i suoi dati sono sorprendenti, documentati in maniera ineccepibile e confermano che l'olio essenziale di rosmarino è particolarmente utile nel contrastare l’Alzheimer, il decadimento cognitivo e i disturbi della memoria nei soggetti con più di 65 anni.

Alla luce di queste continue conferme dell'efficacia funzionale dell'olio essenziale di rosmarino negli istituti di ricerca di tutto il mondo gli scienziati non hanno smesso di studiare le virtù di questa pianta sempre più promettente in neuropsicologia. Così nel 2009 T.Hongratanaworakit, dell'Università tailandese di Srinakharinwirot dimostra che l'olio essenziale di rosmarino per inalazione o applicato con massaggio aumenta la pressione, il ritmo respiratorio e la frequenza cardiaca in soggetti con pressione bassa; nel 2012 Rachad Alnamer e la sua equipe dell'Università di Rabat dimostra che l'olio essenziale possiede una evidente attività psicostimolante e poi ancora Mark Moss nel 2012 conferma il ruolo dominante di un componente dell'essenza di rosmarino: l'1-8 cineolo. Infine, ma non ultimo, Winai Sayorwan nel 2013 conferma gli effetti stimolatori dell'olio essenziale di rosmarino e fornisce elementi di prova inconfutabili che l'attività delle onde cerebrali, l'attività del sistema nervoso, così come gli stati d'animo sono tutti influenzati dalla sua inalazione.

Rosmarino, l'essenza della memoria.
E così che ciò che si sapeva da migliaia di anni sul rosmarino è stato confermato: annusarne il suo aroma favorisce la capacità di ricordare eventi che si verificheranno in futuro come per esempio ricordarsi di mandare un messaggio d’auguri o di prendere le medicine, migliora la concentrazione, l'attenzione, la lucidità, la prontezza di riflessi, la capacità di calcolo e la memoria a lungo termine.

In altre parole oggi il rosmarino può essere considerato davvero "l'erba della memoria" e annusare il suo olio essenziale può aiutare chi studia o svolge un lavoro intellettuale e, soprattutto, può essere di grande sollievo con l'avanzare dell'età, quando s'inizia a fare un po' di fatica nel ricordare impegni e appuntamenti o a imparare nuovi concetti ed essere mentalmente meno reattivi; certo, entro certi limiti questo é un fenomeno del tutto normale e che non deve preoccupare, ma in fondo... cosa c'è di male ad annusare un po' di rosmarino?

Rosmarino olio essenziale ct 1-8 cineolo - scheda descrittiva

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